By Antonio Capizzi

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Abbiamo statuette delle isole danesi di Moen e Seeland e vasi a viso di donna scoperti in terra svedese; figurine femminili provenienti dagli scavi in Ucraina (Tripolje, Usatova, corsi del Dniepr e del Dniestr), Polonia (Wierschwic, dintorni di Cracovia), Slesia Oordanmiihl), Bucovina (fiume Sereth), Romania (Cucuteni, Cirna, Cernavoda), Transilvania (Tordos, Brenndorf, Korosbanya), Boemia (Meitorov, Molotorov), Tibisco moravo e ungherese (Boskovstyn, Strelice, Masiìvek, Szelivény), Austria (Baden), Serbia (Vinça e Iablanica, che ne avevano una in ogni casa, più Klicevak, Ciarda, Barbani), Bosnia (Butmir), Bulgaria (Vidbol, Filippopoli, Balbunar), Macedonia (Nuova Nicomedia), Tessaglia (più di 200 a Sesklo, poi Dimini, Argissa, Tsangli, Nea Makti, Rachmani), Grecia (Eubea, Delfi, Olinto, Cheronea, Ler1; IV, 41-42.

Per quanto riguarda l'uccisione, assai significativa è la doppia ascia che, come ancora ricordava Sofocle 20 , era l'arma usata per il sacrificio, doppia forse per indicare la bivalenza (morte e resurrezione) del sacrificio stesso: essa compare, quasi sempre associata alla figura femminile (formando cosi una coppia che corrisponde alla ierogamia del rito invernale e alla curotrofa di quello primaverile), nelle incisione sui megaliti francesi e sulle pareti delle grotte lungo la Marna; la si trova, sempre accanto alla statuetta femminile, a Tell Arpachiyah attorno al 4700; in ambra e osso in sepolture megalitiche della Scandinavia; dipinta su stoviglie a Los Millares in Spagna; e ne sono stati rinvenuti esemplari troppo piccoli per essere usati nel modo normale, e quindi certamente simbolici, nella zona di Neuchatd, a Cumasa, nelle Puglie, ad Anghelu Ruju e a Cannatello presso Agrigento (oltre che, con molta frequenza, in Sicilia e a Creta nella fase calcolitica).

VII, 15, 64-65. I, p. xcii Darmesteter. UMICO O IL MONDO SENZA MORALE di segregare le donne quando lo avevano; e non fu dimenticato neanche in India, essendo scritto nelle Leggi di Manu 19 che un uomo che avvicina una donna mestruata perde tutte le sue energie. L'agricoltura primitiva potrebbe dunque essere definita la cultura del sangue, e ciò in triplice senso: domina in essa il clan matrilineo, che si fonda interamente sulla comunità di sangue; il suo calendario è regolato dalla luna, e quindi in certo modo dal flusso di sangue delle donne; e il calendario stesso si apre con la festa di Capodanno, che, coincidendo con la mietitura e con l'uccisione del re, è una tipica festa di sangue.

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