By Enrico Molinari, Gianluca Castelnuovo

In questo quantity obesit� e disturbi del comportamento alimentare associati advert essa sono affrontati con una prospettiva psicologica basata sull’esperienza di psicologi e medici dell’Istituto Auxologico Italiano, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico storicamente impegnato nel trattamento dell’obesit� e delle sue complicanze. Oltre advert un inquadramento generale del fenomeno vengono trattati i temi della diagnosi e dei principali trattamenti integrati in line with questo disturbo, con un approfondimento sugli interventi psicologici e psicoterapeutici individuali e di gruppo di diverso orientamento. Si illustrano inoltre le possibilit� di cura e di ricerca nei contesti extra-ospedalieri o complementari al ricovero. Un’enfasi particolare viene facts alla pratica del day sanatorium consistent with l’obesit� e al contributo che può dare los angeles medicina di famiglia e, come accenno conclusivo, si fa riferimento alle possibilit� offerte dalle nuove tecnologie.

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In Italia, la prevalenza è aumentata dall’8,5% nel 2002 al 10,2% nel 2005 (Istat, 2010). La maggior causa di mortalità nei pazienti obesi è la malattia cardiovascolare che negli ultimi decenni, grazie al miglioramento delle terapie farmacologiche e agli interventi sanitari effettuati, è diminuita quale causa di decesso. Allo stesso modo il rischio di mortalità per diabete, la seconda maggior complicanza nel paziente obeso, si è ridotto. Attualmente è più frequente registrare in soggetti con peso elevato un aumento di patologie a carico dell’apparato osteo-articolare, in particolare ginocchia e rachide, con dolore e importanti limitazioni funzionali.

2002). Tuttavia, i confronti trasversali che vennero eseguiti tra gruppi di individui obesi e gruppi di individui normopeso produssero risultati inconsistenti rispetto alle conseguenze psicopatologiche dell’obesità. Infatti, alcuni studi dimostrarono che le persone obese soffrivano maggiormente rispetto ai soggetti normopeso, mentre altri trovarono che l’obesità aveva un apparente effetto protettivo nei confronti del disagio psicologico. L’estrema diversità dei risultati fu in larga parte dovuta alle differenze che esistevano tra i campioni di individui reclutati nelle ricerche e anche tra i deboli approcci metodologici utilizzati (Friedman e Brownell, 1995).

Sione nel 1996. Al contrario, essere depressi nel 1995 raddoppiò il rischio di diventare obesi al follow-up del 1996 tra chi non lo era nel 1995. 037 abitanti della Nuova Zelanda al fine di determinare la prevalenza di obesità e di depressione maggiore nella prima adolescenza (11, 13 e 15 anni di età), nella tarda adolescenza (18 e 21 anni di età) e nell’età adulta (26 anni di età). Controllando per gli effetti del genere, dello stato socio-economico, dell’obesità e della depressione materna, e dell’obesità basale, essi scoprirono che essere depressi nella prima adolescenza era associato a un minor rischio di essere obesi nell’età adulta sia nei ragazzi sia nelle ragazze.

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